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Somalia: videogiochi vietati a Mogadiscio da milizie islamiche

I ribelli islamici
somali di Hezb al Islam hanno proibito l'uso di videogiochi nelle aree
del Paese sotto il loro controllo, cioè nella maggioranza dei quartieri
di Mogadiscio e in gran parte del sud e del centro della Somalia. L'ordine è stato diffuso attraverso un comunicato. «A partire da due giorni dopo l'emissione del
comunicato (da domenica 31 gennaio), tutte le sale di videogiochi nelle aree sotto il controllo
di Hezb al Islam dovranno chiudere e i loro videogiochi saranno
vietati. – si legge nel comunicato che porta la firma di Cheikh Mohamad
Omar, capo della propaganda del movimento islamico -. I videogiochi
sono progettati in modo tale da distruggere le nostre tradizioni
sociali, e per questo chiunque trasgredirà l'ordine sarà punito e il
suo materiale verrà confiscato».

La decisione ha colto di sorpresa gli adolescenti dei
campi profughi situati all'esterno della capitale, dove vivono decine
di migliaia di persone fuggite dai combattimenti in corso a Mogadiscio.
Per loro i videogiochi sono il più comune mezzo di svago dopo la
scuola: «Ci hanno vietato praticamente tutto quello che era divertente
e ci annoiamo sempre più», ha dichiarato uno di loro.
In lotta contro il governo di transizione, gli insorti
di Hezb al Islam e i loro alleati Shebab, integralisti islamici che si
ispirano ad al Qaida, applicano alla lettera la sharia (legge islamica)
nelle aree sotto il loro controllo.

Negli ultimi mesi, alcuni cittadini sono stati
frustrati per essersi esibiti in danze tradizionali, arrestati per
essersi tagliati la barba o rimproverati per aver giocato a calcio in
pantaloncini.

  • jim |

    “…applicano alla lettera la sharia (legge islamica) nelle aree sotto il loro controllo…”; com’è che la sharia, vecchia di più di mille anni, prevedesse già i videogiochi? Incredibile questo maometto

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