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Golpe in Niger. Condanna dal mondo. La Francia pensa all’uranio

Mentre arrivano le condanne unanimi dalla comunità internazionale per il golpe militare in Niger, l'ultima in ordine di tempo quella del segretario di stato Onu Ban Ki Mon (dopo quella dell'Unione Africana) c'è già chi pensa agli affari, al proprio tornaconto. All'uranio. Il segretario di Stato francese alla Cooperazione, Alain Joyandet, ritiene che non c'è niente da temere«per il partenariato tra il Niger e il gruppo nucleare Areva, all'indomani del colpo di Stato a Niamey.

»I militari che hanno preso il potere hanno detto che rispetteranno i trattati e le convenzioni firmate dal Niger«, afferma Joyandet in un'intervista al quotidiano Le Parisien.
»Non c'è dunque alcun motivo di temere che il partenariato di lungo termine che Areva ha costruito con lo Stato nigeriano e le popolazioni locali sia perturbato«, ha aggiunto. Il colosso energetico francese è presente da oltre quarant'anni in Niger, dove estrae circa metà del suo uranio.

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