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“Strage allo stadio in Guinea crimine contro l’umanità”. Inchiesta Tribunale penale Onu

Una indagine preliminare della
Corte penale internazionale (CPI) sostiene che sono stati commessi
«crimini contro l'umanità» in relazione alla strage del 28 settembre
del 2009 a Conakry, capitale della Guinea, dove decine di persone sono state uccise dai soldati. «Uomini in uniforme hanno attacco civili, uccidendoli e
ferendoli. Hanno brutalizzato, violentato e sottomesso le donne a delle
violenze inaudite», ha detto in una conferenza stampa il procuratore
aggiunto del CPI, Fatou Bensouda, al termine di una missione di tre
giorni a Conakry.

Nella strage del 28 settembre, una folla di
manifestanti che protestava contro il regime militare ha riempito lo
stadio per opporsi ad una eventuale candidatura alle presidenziali del
numero 1 del regime militare, il capitano golpista Moussa Dadis Camara.

In un rapporto pubblicato il 21 dicembre scorso una
commissione d'inchiesta nominata dall'Onu aveva già rivelato che «è
ragionevole concludere che i crimini perpetrati il 28 settembre e i
giorni successivi possano essere definiti crimini contro l'umanità».

La commissione aveva inoltre detto che la strage ha
provocato «156 morti o dispersi e che almeno 109 donne sono state
vittime di stupri o di altre violenze sessuali». Tuttavia, il giudice
Bensouda ha precisato che la Guinea potrebbe oggi diventare «un esempio» se arriverà a giudicare i principali responsabili della carneficina.