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Accordo di pace per il Darfur

Il governo sudanese e i ribelli Movimento Giustizia ed Uguaglianza (Jem) del Darfur
hanno siglato un accordo che prevede il cessate il fuoco e l'avvio di
negoziati di pace. Lo ha annunciato il presidente sudanese, Omar Hassan
al-Bashir, intervenendo alla tv di Stato. La notizia è stata confermata
anche dai ribelli. L'accordo è stato siglato a N'Djamena, e verrà
controfirmato martedì a Doha alla presenza del presidente sudanese e
del suo omologo del Ciad, Idriss Deby, che ha svolto un ruolo di
mediazione tra i ribelli ed il governo di Khartoum.Il cessate il fuoco è già operativo, ed i leader del
Jem hanno ordinato ai loro uomini di interrompere ogni attività
militare.

Poco dopo la firma dell'accordo, il presidente
sudanese, Omar el Bashir, ha annunciato che annullava le sentenze di
morte pronunciate contro più di un centinaio di ribelli del Jem.
"Annullo tutte le condanne all'impiccagione a carico dei membri del
Jem", ha dichiarato Bashir in un comizio elettorale davanti a delle
associazioni femminili. "E domani libereremo il 30% dei prigionieri"
del Jem, ha aggiunto Bashir indicando che nei prossimi giorni si
recherà a Doha, in Qatar, per ufficializzare l'accordo firmato in
Ciad. Il Jem aveva lanciato nel maggio 2008 un attacco senza precedenti
contro la città gemellata di Khartoum, Omdurman, la città che sorge
davanti a Khartoum sulla riva occidentale del Nilo. I ribelli avevano
dovuto essere respinti dalle forze di sicurezza al termine di violenti
combattimenti che provocarono 220 morti. Tribunali speciali erano stati
istituiti per processare le persone arrestate nelle retate seguite
all'attacco di Omdurman. Centocinque membri del Jem erano stati
condannati a morte per questo attacco.

Il conflitto in Darfur, stima l'Onu, ha causato sino ad oggi almeno 300.000 morti e 2,7 milioni di rifugiati. .