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Togo: l’opposizione contesta i risultati delle presidenziali. Proteste e lacrimogeni

I militari hanno utilizzato bombe
lacrimogene per disperdere una manifestazione dell'opposizione
organizzata a Lomé, capitale del Togo,
alla quale partecipava, tra gli altri, il candidato sconfitto alle
presidenziali del 4 marzo Jean-Pierre Fabre. Lo hanno riferito
testimoni oculari precisando che Fabre e altri responsabili
dell'opposizione si sono rifugiati nella sede dell'Unione delle forze
di cambiamento. La manifestazione, cui hanno partecipato tra le 200 e
le 300 persone, era iniziata davanti alla sede dell'Ufc, nella zona
popolare di Bè. Fabre, ha dichiarato oggi con estrema decisione che
contesterà il risultato che assegna la vittoria al presidente uscente
Faure Gnassingbè. Ieri la commissione elettorale locale ha annunciato la
vittoria di Faure Gnassingbé con il 60,9% dei voti. Il figlio dell'ex
dittatore Gnassingbé Eyadema ha ricevuto 1,2 milioni di voti, contro
692.584 (39,9%) per Jean-Pierre Fabre, candidato del partito
d'opposizione.

«Non riconosco la pretesa vittoria di Gnassingbè.
Moltiplicheremo le manifestazioni di protesta. Non ci lasceremo
prendere in giro», ha affermato Faure parlando ai suoi sostenitori
davanti alla sede del suo partito, l'Ufc (Unione delle forze di
cambiamento).
Secondo la Commissione elettorale, il presidente
uscente – che non ha ancora fatto dichiarazioni – ha vinto con un
amplissimo margine di vantaggio. La situazione nella capitale Lomè oggi
sembra tranquilla e la maggior parte della popolazione sta riprendendo
le sue abituali occupazioni. com) – Il principale partito d'opposizione in Togo,
il cui candidato è uscito sconfitto dal voto del 4 marzo per l'elezione
del presidente, ha detto di "non riconoscere" il risultato dello
scrutinio.

Le elezioni del 4 marzo sono le seconde dalla morte di
Eyadema Gnassingbe, che conquistò il potere con un colpo di stato nel
1967 e guidò il Togo per 43 anni. Il figlio ha preso il suo posto nel 2005.