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Nigeria: ancora morti nella faida tra musulmani e cristiani a Jos

Armati di machete sono scesi dalle colline ed hanno massacrato
donne e bambini in un villaggio nello stato di Plateau: testimoni
stamane hanno contato 13 cadaveri allineati in uno spiazzo e sei case
bruciate nel piccolo centro di Byei, a pochi chilometri da Jos. Qui
dall'inizio dell'anno negli scontri interetnici e interreligiosi sono
state uccise centinaia di persone.

L'attacco è stato portato a termine poco prima
dell'alba nonostante la massiccia presenza dell'esercito e benchè sia
in vigore il coprifuoco. La Croce Rossa ha inviato nel villaggio alcuni
volontari per valutare la situazione e portare aiuto alle vittime.
Secondo un esponente politico locale, la presenza dei soldati non dà
una reale protezione ed il coprifuoco che costringe la gente a stare in
casa è addirittura controproducente perchè consente agli assassini di
trovare le famiglie nelle loro abitazioni, inermi.
Le vittime di oggi, come le centinaia di inizio marzo,
sono contadini stanziali berom, cristiani e animisti, presi di mira dai
pastori nomadi fulani di religione musulmana. Secondo l'arcivescovo di
Jos, monsignor Ignatius Ayau Kaigama, non è però in atto uno scontro
interreligioso. «I pastori hanno compiuto una rappresaglia per un
presunto furto di bestiame», ha detto, aggiungendo che le violenze
«hanno origine sociale, economica e politica».
Sta di fatto che lo stato di Plateau è situato nel centro della Nigeria,
schiacciato tra il nord musulmano sempre più integralista e il sud
cristiano e animista. E da dieci anni gli scontri tribali vengono
sempre più 'macchiatì da connotazioni religiose. Perchè nel Plateau i
cosiddetti stanziali, i cristiani, hanno la terra, potere e diritti
come l'accesso all'istruzione e alla sanità. Invece i pastori nomadi,
musulmani, che pure sono arrivati nell'area almeno 200 anni fa, vengono
tuttora considerati 'stranierì, hanno pochi diritti e quasi nessun
potere. «Ciò che serve – sintetizzano gli osservatori umanitari – è
lavorare insieme per eliminare le discriminazioni e la povertà ».

Chi ritiene che le violenze abbiano origine dalle
diverse religioni è invece il leader libico Muhammar Gheddafi che ieri
ha provocatoriamente proposto, come soluzione, la divisione della Nigeria
(150 milioni di abitanti) in due stati distinti, uno cristiano a sud e
uno musulmano a nord. Va copiato – ha detto Gheddafi – il modello di
divisione che ha dato vita al Pakistan (musulmano), separatosi nel 1947
dall'India a grande maggioranza induista.