Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Congo: scoperta strage di civili. I ribelli hanno ucciso 300 persone

I ribelli ugandesi dell'Lra (Esercito di resistenza del Signore) hanno massacrato circa 300 civili in una serie di raid contro diversi villaggi nel nord della Repubblica democratica del Congo, tra il 14 e il 18 dicembre 2009. Della strage non era mai stata data notizia ma fonti dell'Onu e esponenti del clero locale ne hanno parlato oggi con alcune agenzie internazionali.

Dei sanguinosi accadimenti sarebbe al corrente anche l'organizzazione umanitaria Human Rights Watch che starebbe per pubblicare un rapporto dettagliato in materia. Secondo Dieudonnè Abakuba, vicario episcopale della diocesi di Isiro-Niangara, l'eccidio sarebbe stato opera di una trentina di elementi dell'Lra. "Oltre ad avere ucciso almeno 300 persone, ne hanno rapite tra le 200 e le 400 prima di fuggire", ha detto il prelato. Liliane Egounlety, che per conto dell'Onu ha indagato sulle uccisioni nel distretto di Haut Uele, ha riferito di avere raccolto testimonianze sconvolgenti. "Diversi uomini sono stati uccisi con un bastone appuntito fatto penetrare all'attaccatura tra il collo e la testa, in altri casi i ribelli hanno fatto uso di machete", ha raccontato. La rappresentante dell'Onu ha detto che le vittime accertate del massacro sono 290 e che almeno altre 150 persone sono state sequestrate. L'Lra è un gruppo armato che dalla fine degli anni Ottanta opera nel nord dell'Uganda e che si è distinto a più riprese per le sua brutalità. Nel 2005 allestì proprie basi anche nel nord della Repubblica democratica del Congo e successivamente in Sudan e nella Repubblica centrafricana. In un rapporto dello scorso dicembre l'Onu rese noto il bilancio degli ultimi 10 mesi di attività del gruppo nella Repubblica democratica del Congo: almeno 1.200 uccisi e 1.400 sequestrati, tra cui 630 bambini e 400 donne