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Prime elezioni in Sudan dopo 24 anni boicottate dall’opposizione. Scontata la riconferma di Bashir

In Sudan è cominciato lo spoglio di milioni di schede elettorali, dopo cinque giorni di votazioni, nelle prime elezioni legislative e presidenziali dopo 24 anni, caratterizzate fin qui dal boicottaggio e dall’accusa di frodi. I partiti e i candidati dell’opposizione, la maggior parte al Nord, hanno disertato le urne. Perché sono certi che non ci sarà nessun cambio di leadership nel Nord e nel Sud. Il presidente sudanese Omar Hassan al-Bashir – accusato di crimini di guerra dal Tribunale penale internazionale  per il genocidio del Darfur – sarà quasi sicuramente riconfermato presidente della Repubblica, mentre Salva Kiir dovrebbe rimanere alla guida del semi autonomo Sud Sudan.

Nonostante i decenni di guerra civile e la popolazione ancora pesantemente armata, il voto si è svolto senza episodi di violenze. Un passo avanti verso la democrazia per l'enorme paese africano grande produttore di petrolio, e diviso in due: il Nord musulmano (che ha il potere) e il sud (ricco di petrolio) cristiano. Passo avanti. Nell'attesa del referendum già fissato per gennaio 2011 per decidere l’indipendenza del Sud Sudan.