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Zimbabwe: il bianco Bennett scagionato da accuse complotto contro Mugabe

Roy Bennett, alto esponente del Movimento per il cambiamento democratico (Mdc), il partito del primo ministro dello Zimbabwe, Morgan Tsvangirai, è stato scagionato da un tribunale di Harare dalle accuse di complotto contro il presidente Robert Mugabe. Tesoriere del partito, Bennett, 53 anni, ex possidente terriero bianco, era stato arrestato nel febbraio del 2009 (e rilasciato un mese dopo) prima di giurare da viceministro dell'Agricoltura del nuovo governo di unità nazionale. Era accusato di aver complottato, nel 2006, un colpo di Stato contro Mugabe, al potere dal 1980 (come primo ministro e, dal 1987, presidente); contro di lui, anche le accuse di terrorismo, banditismo e sabotaggio. Se ritenuto colpevole, avrebbe rischiato la pena di morte. "Spero che con questa decisione possa avere inizio un periodo di giustizia e di Stato di diritto" ha dichiarato Bennett.

Gli antichi rivali, Tsvangirai e Mugabe, hanno formato un governo di unità nazionale oltre un anno fa, per permettere allo Zimbabwe di uscire dalla crisi politica ed economica nata nel marzo 2008. Il ruolo di Bennett nel governo e la sua successiva incriminazione sono stati, finora, tra i maggiori motivi di frizione tra il presidente e il primo ministro.