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Le bombe degli shabab in Uganda per rovinare la festa mondiale

Due esplosioni a Kampala, capitale dell'Uganda, durante la finale dei mondiali di calcio, in un ristorante etiope e in un rugby club frequentato da stranieri hanno ucciso 64 persone e ferito una settantina. Si pensa agli shabab somali, gli integralisti islamici pazzi che hanno vietato tutto a Mogadiscio. Non c'è la conferma ufficiale. Qualcuno ipotizza invece un'azione contro il regime di Museveni, il presidente ugandese, leader maximo e autoritario, in vista delle elezioni del 2011, ma pochi ci credono. In Somalia un comandante delle milizie si è detto "felice" per la riuscita dell'attacco terroristico nella pacifica Kampala.

 Gli shabab sono riusciti a rovinare la festa dei mondiali. In Sudafrica era troppo difficile, troppo complicato cercare di penetrare l'apparato di sicurezza. Allora meglio colpire l'Uganda, paese da cui proviene gran parte del contingente dei caschi verdi, la forza di pace africana sotto l'egida Onu, che operano in Somalia in sostegno del debole governo di transizione somale. Obama ha definito l'attacco "vile e codardo". Non ci sono solo i talebani. Gli jihadisti di tutto il mondo ormai si sono rifugiati nel Corno d'Africa. Ma a nessuno sembra importare. Troppo difficile pensare di intervenire in questa terra di nessuno. Dove se giochi a apllone per strada finisci in carcere. Il calcio che unisce, le bombe che uccidono. http://www.africa-times-news.com/2010/07/uganda-bombings-kill-64-world-cup-fans-targeted/