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In Somalia 2000 caschi verdi in più

L'Unione africana ha deciso di inviare 2mila militari in più contro i fondamentalisti islamici in Somalia.

Lo rende noto il quotidiano 'Sundayvision' nella sua versione online.
I capi di Stato e di governo dell'Unione africana sono riuniti da 2 giorni  in una Kampala blindata, dove lo scorso 11 luglio due attentati, rivendicati dal movimento integralista islamico somalo degli Shabaab, legato alla rete di Al Qaida, fecero oltre 70 morti. Tra i punti più discussi al vertice il rafforzamento del contingente della Ua in supporto delle truppe del governo transitorio somalo per combattere i guerriglieri islamici Shabaab. La missione nel Paese del Corno d'Africa conta per il momento circa 6.300 soldati, un contingente di peacekeeper formato da truppe ugandesi e del Burundi. Ma secondo il 'Sundayvision', il «totale degli uomini potrebbe aumentare a 8.100 uomini». Solo qualche giorno fa il presidente della Commissione dell'Ua, Jean Ping, aveva annunciato che la Guinea è pronta ad inviare un contingente di soldati di rinforzi a Mogadiscio, nell'ambito della missione Amisom.
Ieri il presidente ugandese Yoweri Museveni aveva lanciato un appello all'Unione Africana ad «agire di concerto per cacciare dall'Africa i terroristi» islamici stranieri responsabili, a suo avviso, anche del doppio attentato dell'11 luglio scorso.
Altro tema caldo quello che riguarda le regole di ingaggio.
Al summit si starebbe infatti valutando la possibilità che i soldati del contingente Amisom possano essere impegnati anche in combattimenti contro gli insorti islamici e non solo a scopo di difesa. Di tale proposta se ne parlò nel luglio dello scorso anno al vertice dell'Ua a Sirte (Libia), ma in quella occasione non si trovò una maggioranza sufficiente per farla approvare.
Il summit di tre giorni, dedicato anche alla crisi umanitaria in Darfur in Sudan e alla salute materna ed infantile in tutto il continente, si concluderà oggi.