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Medici senza frontiere abbandona ospedale di Mogadiscio

Medici Senza Frontiere (Msf) ha lasciato l'ospedale somalo diretta dalla dottoressa Hawa Abdi che in maggio era stato preso d'assalto e saccheggiata dai ribelli. Il nosocomio è situato nel corridoio di Afgooye, a circa 13 km a sud di Mogadiscio. Lo rende noto la stessa organizzazione.
Secondo Msf, è terminato il progetto triennale di collaborazione durante il quale l'organizzazione si è occupata in particolare del reparto pediatrico, delle complicazioni legate a diarrea e colera, oltre che della distribuzione di viveri e acqua. Medici senza Frontiere, presente in Somalia dal 1992, precisa però che «continuerà a lavorare nell'area e ad assistere la popolazione».

 



«Tra il 2007 e il 2010, oltre 8.000 bambini sono stati ricoverati nella struttura pediatrica – si legge in una nota – 330 mila persone sono state visitate, di cui quasi 30 mila bimbi malnutriti provenienti dall'area compresa fra Mogadiscio e Afgooye». Inoltre nell'agosto 2009, in seguito a un aumento dei casi di morbillo, «è stata condotta una campagna di vaccinazione di massa (oltre 31.785)». Msf aggiunge che sono stati anche «distribuiti 180 milioni di litri di acqua potabile».
La situazione in questa area del territorio somalo è drammatica, oltre che dal punto di vista sanitario anche per la sicurezza. In maggio un gruppo di uomini armati somali aveva fatto irruzione nella clinica, saccheggiandola e causando diversi morti e feriti. A compiere il blitz, il gruppo Hizbul Islam, una delle due formazioni integraliste che operano in Somalia, relativamente più debole degli Shabaab, legati ad al Qaida.