Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

In Guinea vince l’opposizione

Dopo 50 anni vince l'opposizione le elezioni in Guinea. Per l'Africa è una notizia importante. Alpha Condé, proclamato ieri vincitore delle elezioni presidenziali in Guinea, ha lanciato un appello alla concordia mentre il candidato sconfitto, Cellou Dalein Diallo, ha chiesto ai propri sostenitori di evitare le violenze. "Una volta superata la campagna elettorale, è giunta l'ora di stringersi la mano in uno spirito di concordia e fraternità", ha dichiarato Condé, che ha dedicato la sua vittoria a "tutti coloro che hanno lottato, spesso a prezzo della propria vita, e sofferto per l'avvento della democrazia in Guinea".

Diallo, da parte sua, ha chiesto che venga evitata ogni violenza in attesa che la Commissione Elettorale indipendente verifichi i reclami per frode elettorale presentati dal suo partito, l'Unione delle Forze Democratiche della Guinea (Ufdg): "proverò davanti alla Corte Suprema che i risultati sono viziati da irregolarità e frodi".
Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha invitato tutti i guineani ad accettare l'esito del voto, e a risolvere le loro differenze "attraverso mezzi legali". Secondo i dati ancora provvisori diffusi dalla Commissione Elettorale indipendente Condé – che si era proclamato già ieri vincitore, come del resto il suo rivale – ha ottenuto il 52,52% delle preferenze.
Dopo l'annuncio della vittoria di Condé colpi di arma da fuoco sono risuonati in diversi quartieri della capitale Conakry, dove alcune ore prima violenti scontri tra la polizia e i sostenitori di Diallo avevano causato almeno un morto e decine di feriti.
La campagna elettorale è stata segnata a settembre da violenze di matrice etnica, tra i peul che sostengono Diallo e i malinké al fianco di Condé, che hanno causato almeno un morto e decine di feriti. Dopo 52 anni di regimi dittatoriali, la Guinea ha votato in modo massiccio il 7 novembre scorso, quasi quattro mesi dopo il primo turno, svoltosi il 27 giugno, in cui Diallo aveva ottenuto il 43% dei voti contro il 18% andato a Condé.

Tags:
  • rp |

    Purtroppo le cose non stanno andando tanto lisce. Ci sono stati scontri e morti. I peul (etnia del candidato sconfitto) accusano i militari di violenze etniche e di rastrellamenti mirati. È stato dichiarato lo stato d’emergenza ed il coprifuoco. Oggi, 21 novembre, il candidato sconfitto ha accusato Alpha Condé delle violenze e ha rifiutato la proposta di entrare in un governo di unità nazionale. La Corte costituzionale deve decidere entro il 2 dicembre sui ricorsi presentati contro presunti brogli e proclamare il vincitore. Cosa succederà dopo?

  Post Precedente
Post Successivo