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L’Africa grande mercato potenziale per le Pmi italiane

L'Africa offre oggi un grande potenziale di mercato per le imprese italiane: il nostro compito é di aprire le porte giuste perché questa opportunità venga colta in pieno. Ed é quello che stiamo facendo attraverso lo sviluppo di relazioni con istituzioni e organismi imprenditoriali dei diversi Paesi africani e del Sud del Mediterraneo". Così Fausto Aquino, recentemente eletto presidente di Assafrica, commenta in un'intervista con Radiocor l'accordo di collaborazione siglato a metà gennaio con la Angolan Industrial Association (AIA).

Aquino spiega: "L'Angola é un Paese dove c'é moltissimo da fare: filiera agroalimentare, infrastrutture, edilizia, turismo. L'accordo prevede che Assafrica diventi il punto di riferimento in Italia per le imprese angolane che intendono sviluppare rapporti economici con il nostro Paese". Ma non c'é solo l'Angola. Nell'orizzonte di Assafrica, associazione del Sistema Confindustria che raccoglie le aziende italiane che operano con il continente o che sono interessate ad operarvi, c'é un numero crescente di Paesi ormai stabili sotto il profilo politico, dotati di materie prime che hanno avviato un cammino di sviluppo. "Su questi dobbiamo puntare tenendo conto anche dei cambiamenti positivi che stanno avvenendo", sottolinea Aquino che spiega: "Ad esempio, nel Sud del Mediterraneo, dove spesso le nostre imprese sono già presenti, si é aperta una nuova domanda sociale a cui occorre rispondere. Riguarda ad esempio il settore sanitario, lo sviluppo urbano, la formazione, i trasporti, le energie rinnovabili".
Secondo Aquino un'altra filiera che si adatta alle caratteristiche del sistema imprenditoriale italiano é l'industria di trasformazione. A partire dalle grandi risorse in campo agricolo e minerario di cui il continente dispone. "Non dimentichiamo che il 60% delle terre coltivabili non sfruttate del Pianeta si trova in Africa, dove i Governi devono ora sviluppare un'adeguata filiera agroalimentare in grado di coprire il fabbisogno di una popolazione urbana in fortissima crescita". Aquino sottolinea che "oggi l'Africa ha bisogno di tutto ma ha anche risorse umane e le energie per crescere. E le nostre imprese possono partecipare in prima persona a questo sviluppo avviando nuove iniziative, fornendo tecnologie, conoscenze e formazione. E non si tratta solo di alcuni grandi gruppi, che in parte sono già presenti nel Continente, ad esempio nel settore delle costruzioni e dell'energia. Ma anche e soprattutto di centinaia di piccole e medie imprese che operano nel settore manifatturiero, nei servizi, nelle costruzioni e che, tranne importanti eccezioni, sono ancora lontane dal cogliere tutti benefici derivanti dai cambiamenti di scenario in atto nel Continente. Il nostro compito quindi é di informarle adeguatamente sulle opportunità concrete che si stanno aprendo mettendole in contatto con le controparti africane con cui stiamo sviluppando rapporti stabili e continuativi".

  • Roland Nganwa |

    Concordo con finanza sul fatto che la stabilita sia un elemento fondamentale per il consolidamento degli investimenti.
    Vero che i colossi industriali spesso hanno un mercato molto ampio; però questo non dovrebbe essere un timore per le pmi a spingersi verso nuovi spazi; la loro specificità ed originalità è il loro punto di forza.

  • finanza |

    Se ci fosse stabilita in quell’area diventerebe il primo continente per attrazione di investimenti,purtroppo i conflitti interni sono sempre eterni.

  • Uniti! |

    Riccardo@,credo che per le pmi la penetrazione dei mercati africani sia difficile, perchè oltre ai problemi tipicamente africani, c’è da considerare altresi, la protezione giuridica-assicurativa che (Sace) da sola non puo risolvere. Mentre invece per colossi come ENEL p.e. in joint-venture con Eskom (Sud Africa e 7a Utility del mondo) si potrebbe aprire un discorso che partendo dal sud-africa si alargerebbe a Namibia (si presume grandi riserve di gas off-shore)e cosi via. Terna idem. ENI gia presente Snam-Saipem potrebbero costruire un metanodotto che collegerebbe vari paesi africani. Farmaceutica: Sigma-Tau gia presente in Sudan e cosi via. Fiat con Chrysler gia presente in Sud-Africa. Costruzioni, Assicurazioni, Agri-Business (ahimè ci siamo fatti prendere Parmalat!).Le PMI rischiano di essere divorate….

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