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Rep. Centrafricana, Bangui in mano ai ribelli. Il presidente-dittatore scappa. E l’Ua condanna il golpe

 I ribelli del gruppo Seleka hanno conquistato Bangui, la capitale della Repubblica Centrafricana, dopo la fuga nella vicina Repubblica democratica del Congo del presidente Francois Bozizé e della sua famiglia. Si è così completato il colpo di Stato in quello

Centrafrica
che è uno dei Paesi più poveri al mondo, nonostante la sua fertilità e la sua abbondanza di materie prime. I militari sono il vero contropotere da decenni, e sono  di ostacolo alla democratizzazione. Già colonia francese, il paese è indipendente (per modo di dire) dal 1960. Dominato dal 1966 al 1979 dal maresciallo Jean Bedel Bokassa autoproclamatosi imperatore nel 1976. Nel 1981 un altro colpo di stato portò al potere il generale Andrè Kolingba.  fino al '93 quando ci furono le prime elezioni con la vittoria eletorale di Ang-Felix Patassè. Nel 1997 l'ennesimo golpe di militare copstrinse l'Onu a intervenire. Nel 200, ritirata la missione Onu, con il sostegno di Gheddafi, i militari hanno ripreso il potere. Il generale Bozizé, in carica dal 2003 fino a ieri, aveva sciolto il parlamento e sospeso la costituzione.    Testimoni hanno riferito di sparatorie mentre i ribelli entravano nel palazzo presidenziali e nelle ore successive ci sono stati saccheggi nel centro della capitale. La Francia ha deciso l'invio di 350 soldati nell'ex colonia per proteggere i propri cittadini. Vicino al palazzo presidenziale c'è anche una comunità laica di missionarie italiane legata al movimento dei focolari. La Farnesina raccomanda i nostri connazionali di non uscire dalle case. La Croce Rossa Internazionale ha chiesto di poter soccorrere i feriti.
A meno di tre mesi dalla prima offensiva e dopo gli accordi di pace siglati di gennaio che Bozizé avrebbe disatteso, i ribelli della coalizione Seleka hanno invaso la capitale e hanno preso il controllo anche della radio di Stato.

Il colonnello Djouma Narkoyo, uno dei capi degli insorti, ha annunciato che «il presidente è fuggito». 

Bezize
«La Repubblica Centrafricana ha voltato pagina», ha dichiarato Justin Kombo Moustapha, segretario generale del Seleka, invitando la popolazione alla calma e ad accogliere favorevolmente i miliziani. La coalizione ha annunciato che ora darà vita a una transizione che dovrà portare a nuove elezioni.

Alcuni soldati sudafricani dispiegati nella Repubblica Centrafricana
sono stati uccisi negli scontri con i ribelli del gruppo Seleka hanno
conquistato la capitale Bangui. Lo ha riferito un portavoce
dell'esercito, spiegando che «si sono registrate perdite da ambo le
parti».

Secondo l'emittente radiofonica sudafricana Safm i militari di
Pretoria rimasti fino a nove soldati di Pretoria sono rimasti uccisi e
alcuni militari sono rimasti feriti nella battaglia avvenuta in un
sobborgo della capitale. Il Sudafrica ha inviato a gennaio 200 soldati
nella Repubblica Centraficana per sostenere il male addestrato esercito
locale.

Michel Djotodia, capo dei ribeli della coalizione Seleka,
si è autoproclamato presidente della Repubblica Centrafricana, poche ore
dopo la conquista della capitale Bangui e la fuga all'estero del
presidente Francois Bozizé, che era a capo di una giunta militare. In
una conferenza stampa svoltasi in un hotel di lusso, Djotodia ha anche
annunciato l'imposizione del coprifuoco su tutto il territorio nazionale
e la conferma come primo ministro di Nicolas Tiangaye, insediato con
gli accordi di pace firmati il 17 gennaio scorso.
Djotodia, un oscuro ex funzionario del ministero degli Esteri, è molto
apprezzato dai ribelli ma è praticamente uno sconosciuto per la
popolazione.

Curiosa la posizione dell'Unione africana che sembra sostenere la giunta militare e il dittatore Bozizé cacciati dai ribelli. Il presidente dell'Unione africana (Ua), Nkosazana Dlamini-Zuma, ha condannato senza mezzi termini il colpo di mano dei ribelli del Seleka nella Repubblica Centrafricana e ha chiesto agli Stati membri di prendere una posizione unanime e decisiva. "Nell'eventualità di un cambio di potere anti costituzionale, l'Unione africana prevede la sospensione delle attività dell'Ua nel Paese, il completo isolamento dei responsabili e l'adozione di sanzioni contro di loro", recita una nota della presidenza Ua.