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Africa summer school a Verona

Ricevo e volentieri pubblico questo articolo di presentazione dell'Africa Summer School scritto dal mio amico giornalista di Afriradio Prosper Nkenfack (rb) 

Quando eravamo alle medie c'era un termine che i
maestri utilizzavano per rimproverare gli alunni difficili: ribelli. Un ribelle non condivide l'ordine stabilito, non
accetta la posizione a lui assegnata o lo stato delle cose. I nostri maestri
condannavano quest’atteggiamento perché assegnavano dei ruoli e dei posti in
aula richiedendo il massimo rispetto. 


Tutta la classe era invitata a dare del ribelle a chi era contrario a
tutto ciò. Siamo usciti da quel periodo scolastico con l'idea che il ribelle è
una persona negativa, maleducata e che non vuole ubbidire. L'adolescenza è una
trappola, soprattutto se gli educatori e/o quelli che governano sono
conservatori e egoisti cioè se impongono a tutti, il mondo che vedono o
vogliono loro. Solo più tardi ho capito che il ribelle ha un profilo positivo e
rivoluzionario. Se non ci sono proteste nessun cambiamento è possibile, e
quindi s’inceppa il sistema. I giovani talenti resterebbero per sempre fuori
dal campo. Basta guardare al calcio. Per fare esplodere la propria genialità il
grande Eto'o aveva dovuto ribellarsi contro un Real Madrid che lo gestiva come
un prigioniero. Sono tanti i giovani giocatori che hanno protestato dalla
panchina.  Inchiodati dalle proprie
squadre in quella posizione hanno preferito andare a giocare in altre serie
inferiori e sono diventati dei campioni.

Il concetto è chiaro: il calcio cosi come la vita non
perdona chi rimane in panchina. Il suo circolo è piuttosto breve. Bisogna far
fruttare il proprio talento finchè reggono i muscoli, scrivere la propria
storia prima che sia troppo tardi. Questo anticonformismo calcistico è un
bell'esempio che si potrebbe applicare a ciò che sta per fare la gioventù
africana a Verona, in Italia.

È un segreto di pulcinella quello per cui  l'Africa è stata finora il continente dei
conformisti, dei signorsì,dei leader incapaci di essere "ribelli".
Questo non saper protestare e restare passivi ha portato l'intero continente
nelle ultime posizioni del mondo, un naufragio alla Titanic. I giovani africani
di tutto il mondo ne sono furiosi. Non possono accettare di essere trattati
come degli outsider o di fare i bidelli del mondo. Vogliono prendere in mano il
loro destino e hanno risorse, talento e le idee chiare per affrontare qualsiasi
sfida. L' Africa Summer school che si terrà a Verona dal 4 al 10 agosto 2013 è
un esempio concreto e lampante della loro determinazione. Progettata da Fortuna
EKUTSU Mambulu, giovane economista originario della Repubblica democratica del
Congo e membro dell'Africasfriends.com, la summer school si riassume
in due concetti fondamentali:

*Insegnare ai giovani perché l'Africa ha occupato nel
passato il fondo della classifica con l'intervento di JEAN PAUL POUGALA, uno
dei massimi pensatori del continente nero del momento, autore del pensiero
geostrategico africano.

*Dare ai giovani di tutto il mondo, le nozioni
d'imprenditorialità africana perché, la sfida dello sviluppo mondiale per i
prossimi anni si giocherà nel continente nero.

Tutti gli studi lo confermano. Basti leggere
l'articolo “ Dove arriva la giraffa" del giornalista del Sole 24 ore Riccardo
Barlaam per capire l’importanza strategica attuale del continente.

Le iscrizioni sono aperte e gli interessati provengono
da tutto il mondo.

  • Sergio Castaldi |

    Apprezzo l’idea e mi piacerebbe essere presente, anche se non sono giovane. Come si fa?

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