Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Tunisia, quartetto Nobel a Roma

Italiani tornate in Tunisia. Tornate a investire e a fare vacanze. La Tunisia ora è un “Paese sicuro” che ha bisogno di maggiori investimenti per riprendersi e ripartire. E’ l’appello rivolto dal Quartetto per il dialogo, Premio Nobel per la pace, i cui rappresentanti hanno partecipato a un incontro organizzato a Roma dal Consiglio nazionale forense. Parlano di “un Paese sicuro”, Mohamed Fadhel Mahfoudh (presidente dell’Unione degli Ordini forensi della Tunisia, Onat), Abdessatar Ben Moussa (presidente della Lega tunisina per la difesa dei diritti umani, Ltdh), Mohamed Ben Cheich (primo consigliere dell’Unione Tunisina dell’Industria, del commercio e dell’artigianato, Utica) e Belgacem Afaya Bzeouich (segretario internazionale dell’Unione generale tunisina del lavoro, Ugtt).

“La Tunisia e’ tornata a essere un Paese sicuro, chiediamo il sostegno economico dell’Italia e dell’Europa – ha affermato Ben Cheich – la situazione sta andando verso la normalita’, ci sono un nuovo Parlamento e regole democratiche certe”. Cheich ha ricordato che ora “i maggiori problemi sono economici” e ha invitato i turisti a tornare in Tunisia, assicurando che sono stati adottati “tutti i provvedimenti necessari a garantire la loro sicurezza al 100 per cento”. All’incontro, nella sede del Consiglio nazionale forense, hanno partecipato i segretari generali della Cgil e della Uil, Susanna Camusso e Carmelo Barbagallo, e il responsabile per i rapporti internazionali della Cisl, Giuseppe Iuliano. Il Quartetto e’ stato ricevuto da Papa Francesco, dopo la lettera inviata al Pontefice dal presidente del Consiglio nazionale forense, Andrea Mascherin. Bergoglio ha elogiato il “metodo artigianale” utilizzato dal Quartetto per riportare la stabilita’ del Paese. Al termine dell’incontro in Vaticano, Mascherin ha raccontato che il Pontefice “e’ stato felice di incontrarli” e ha parlato del loro lavoro “compiuto con il cuore e con le mani, come artigiani”. Mohamed Fadhel Mahfoudh, presidente dell’Unione degli ordini forensi della Tunisia, ha promesso “di essere all’altezza della responsabilita’ storica” conferita loro dal Nobel per la pace. Mahfoudh ha ringraziato il Consiglio nazionale forense italiano per il “sostegno e la vicinanza in momenti di grande difficolta’” per il Paese. “Quando abbiamo avviato il dialogo, non ci aspettavamo il Nobel, ci siamo assunti la responsabilita’ di salvare il Paese”, ha spiegato ancora Mahfoudh, “la nostra voce e’ stata ascoltata perche’ le nostre organizzazioni hanno grande credibilita’ in Tunisia”. L’obiettivo principale del Quartetto tunisino e’ stato quello di “portare il Paese alla salvezza e creare una societa’ democratica, sogno per il quale abbiamo combattuto come avvocati, sindacalisti, come rappresentanti della societa’ e stiamo andando verso l’obiettivo con passi veloci”. Il Nobel “ribadisce che la societa’ civile puo’ avere un ruolo”, ha concluso. Con l’approvazione della nuova Costituzione, le elezioni legislative e poi le presidenziali “libere, democratiche e trasparenti”, la Tunisia è riuscita a compiere “la sua transizione politica”. Ora quel che serve è che si apra “la fase due: una transizione economica”, altrimenti il Paese rischia di scivolare “nella povertà e nel gorgo dell’estremismo islamico”.

L’Audio dell’incontro del Quartetto per il dialogo a Roma (da Radio Radicale)