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Il sindaco di Danzica e gli alieni di Trump

La morte del sindaco di Danzica Pawel Adamowics  è una ferita per tutti i cittadini che credono in un’Europa unita e democratica. Il sindaco è stato ucciso da un pazzo fanatico che lo ha accoltellato mentre dal palco, durante una serata di beneficenza, raccontava il suo credo, che è quello di molti di noi, nati negli anni Cinquanta e Sessanta sulle ceneri della seconda guerra mondiale: “Sono un europeo fiero di Danzica, città aperta delle mie radici, non chiuderò mai la porta a chi crea, a chi lavora, a chi fugge dalle guerre”. L’odio per i migranti – noi italiani siamo un popolo di migranti non lo dimentichiamo – genera violenza, paura, diffidenza dell’altro. E a un certo punto, inevitabile, il morto ci scappa. Negli Stati Uniti era successo qualche tempo fa a Charlottesville, in Virginia, nell’agosto 2017. Durante una marcia pacifica di americani, bianchi e neri, che manifestavano contro il razzismo dei movimenti dei suprematisti bianchi, un altro pazzo di estrema destra con l’auto aveva investito una donna di 32 anni, bianca, che stava attraversando la strada, uccidendola. Come il sindaco di Danzica. Violenza verbale che muove violenza di altro genere, e chissà dove finisce. Il presidente Donald Trump nei suoi discorsi incendiari anti immigrati continua a utilizzare da mesi un linguaggio violento. Definisce gli irregolari “aliens”. La parola “alien” significa straniero. Ma vuol dire anche, come da noi, alieno. Una persona che viene da un altro pianeta, un extraterrestre. Ed è in questo senso che viene utilizzata da Trump. Steve Bannon, lo spin doctor di Trump, che lo ha guidato per tutta la campagna elettorale e che muove ancora le fila dei movimenti suprematisti e sovranisti di mezzo mondo, pare amasse molto Star Trek. Nella serie televisiva che ha preceduto i film sulla celebre saga spaziale, gli alieni sono le specie che minacciano il mondo. Per questo Trump quando parla di migranti, di rifugiati, di richiedenti asilo, di clandestini e minoranze – che sono categorie diverse – usa il termine alieno. Lo ha spiegato bene William Calvo, professore associato di Cultura americana e Studi etnici all’Università del Michigan. “La carovana di migranti è presentata come un attacco di alieni. Si cerca di de-umanizzarli. E quindi se non sono umani possiamo eliminare la parte emotiva, respingerli, e non averne cura”. L’America ha conosciuto le bombe alla sinagoga e contro gli afro americani e contro i democratici anti Trump. Gli attentatori sono sempre bianchi, maschi, con lo stesso background di estrema destra, superiorità razziale e odio verso gli immigrati tanto più se hanno un colore della pelle diverso. L’immigrato è una minaccia. E “l’invasione aliena” è entrata nel sangue di queste persone come un virus che sfocia in una violenza che pensavamo di avere dimenticato con la fine dei totalitarismi dopo la tragedia della seconda guerra mondiale. E che invece torna fuori, come un vomito, in tutto il mondo occidentale. Le prossime elezioni europee sono alle porte. E questo sarà uno dei temi. La paura dell’invasione. Anche se i dati sugli sbarchi dicono tutta un’altra storia. Ma così è. L’assassinio del sindaco di Danzica verrà dimenticato presto nell’era dei social e delle notizie emotive che si rincorrono. Ancora il professore Calvo, intervistato da Maddalena Maltese per Sir, l’agenzia stampa dei vescovi: “Un sistema ingordo ha sempre bisogno di qualcuno a cui dare la colpa per perpetuarsi. Gli immigrati sono un capro espiatorio. Noi abbiamo perso il lavoro perché qualcun altro si sta prendendo le nostre risorse e questo qualcuno è un immigrato. A ciò si aggiunge l’idea che alcune persone sono migliori di altre e ci sono caratteristiche che lo provano. Se sei bianco, ad esempio, sei più intelligente, più civilizzato, un lavoratore, ma se hai la pelle scura allora sei tutt’altro. E da qui il razzismo. Che serve solo a continuare le disparità. Lo zoccolo duro dei sostenitori di Trump – conclude lo studioso – è fatto da due generazioni di persone che hanno visto il collasso di un sistema che ha promesso benefici non raggiungibili e manifesta il suo disagio in questo modo”. C’è poco da ridere.